giovedì 18 dicembre 2014

Zuppa di ceci e castagne







I giorni dell’Avvento … 
piccole luci che si accendono, aroma di zenzero e cannella, pacchetti che si accumulano sotto l’albero, ore che volano in conversazioni al telefono per pianificare il pranzo di Natale, wapp con video commuoventi, citazioni profonde su facebook, idee meravigliose di segnaposto faidate su pinterest … 
I giorni dell’Avvento passano veloci tra ricerche per celebrare nel modo migliore la festa più bella dell’anno e impegni quotidiani … ed io non ti racconto dolcetti o biscotti, ti racconto una zuppa. Ti scalderà al rientro a casa, è confortante, rapida da assemblare se hai tutti gli ingredienti pronti, e di grande, grande soddisfazione.





Ingredienti per 4 persone
Ceci secchi g 250
Castagne fresche g 300
Passata di pomodoro 1 bicchiere
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo a piacere
Brodo vegetale circa 1 litro
Sale, pepe, poco olio buono



E' un piatto unico gustoso e completo, io ti racconto la ricetta partendo dalla cottura degli ingredienti, se vuoi puoi accelerare tutta la procedura usando ceci in scatola e castagne sottovuoto. La sera prima metti a bagno i ceci in acqua fredda e lasciali per tutta la notte. Al mattino cambia l’acqua. Dovrai cuocere i ceci e arrostire le castagne prima di preparare la minestra, perciò avrai bisogno di un’ora e mezza per preparare tutto. Se non disponi della apposita padella forata, preriscalda il forno a 200°,incidi la buccia delle castagne, allargale sulla leccarda del forno e lascia cuocere per mezz’ora o più, fino a che la buccia, cuocendo, si aprirà e lascerà intravedere l’interno della castagna. Nel contempo versa i ceci con l’acqua di ammollo in una pentola, fai prendere il bollore, abbassa la fiamma e cuoci per 50 minuti o più, fino a che sarà della consistenza a te gradita. Sforna le castagne, avvolgile in un canovaccio che le manterrà morbide mentre le sbuccerai facendo attenzione a togliere tutte le pellicine. Taglia le castagne senza sminuzzarle eccessivamente, in quattro parti andrà bene, scalda un cucchiaio d’olio in un tegame, versa lo spicchio d’aglio schiacciato, unisci le castagne, il prezzemolo tritato, lascia insaporire bene. Versa la passata di pomodoro e fai andare su fuoco dolce per qualche minuto. Ora aggiungi i ceci con l’ acqua di cottura che sarà molto poca, sale e pepe se serve, e brodo vegetale caldo in quantità di tuo gusto, di più se ami le preparazioni brodose, meno se preferisci piatti più asciutti. Servi la zuppa caldissima, con crostini di pane e rametti di prezzemolo per decorare. 


Le foto sono di Valentina


























Con questo post  partecipo con grande piacere e invito chiunque passi di qui a farlo al
 per la sezione Food 















martedì 25 novembre 2014

Ciambella lievitata base



E’ inutile che me la racconti, in questo periodo la mia ricerca sta andando in una precisa direzione ed io vorrei essere capace di pubblicare ricette che siano un poco meno monotematiche, ma non ce la faccio! Ho pronte foto bellissime (posso dirlo vero? visto che non le faccio io ), ho pronta la ricetta, ma non riesco a scrivere, mi blocco! Desidero presentare quel che preparo, di cui ho una opinione e a pubblicare qui mi pongo il problema del: ma a chi interessa? Stamattina, l’illuminazione. A me! Interessa a me! Ogni tanto me lo devo ricordare che questo spazio comporta, certamente, responsabilità verso chi legge, ma soprattutto onestà verso me stessa. … paroloni? … forse, ma nella leggerezza di un bel gioco ( il blog questo è, almeno per me) non va dimenticato che qui si mette una parte di se stessi. … oh, che ti devo dire, le riflessioni di oggi sono un po’ confuse … prendimi così, direi da … lontano! ahahaha!!!
























Gli ingredienti sono volutamente pochissimi, sto realizzando una base su cui lavorare per arrivare a fare un panettone e, se riesco, anche il pandoro. So che in rete ci sono già delle ricette vegan, la sfida sta nell’utilizzo di farine prodotte con grani antichi, che hanno caratteristiche tali per cui, diciamolo… sto remando controvento! però ci voglio provare, perciò ecco, qua è da dove inizio. Dimenticavo: io ho impastato a mano, ma si possono usare planetarie o mixer, avendo l’accortezza di non scaldare l’impasto, che, per essere chiari, non si deve mai sentire più caldo delle mani. Qui i grassi sono pochi e la lavorazione dell’impasto è agevolata. Mi interessava sentire il sapore della margarina e devo dire che non si sente per nulla, è molto poca e coperta dall’aroma del limone e dal retrogusto dello zucchero, che ha un lieve sentore di liquirizia. Questo risultato, per altro buono dal punto di vista di alveolatura e sviluppo, mi ha dato spunti diversi per lavorare, e sul sapore e sulla tecnica. Ma mi sto dilungando assai, bando alle ciance e cominciamo a lavorare!



Ingredienti 
Farina semintegrale g 300
Acqua g 180
Zucchero integrale di canna g 100
Lievito madre g 80
Margarina vegetale biologica g 35
Buccia grattugiata di 1 limone biologico
Sale g 4

Amalgama farina, zucchero e acqua, unisci il lievito e lavora a lungo, dovrai ottenere un impasto coeso e liscio. Ora è il momento di unire zest di limone, il grasso, sempre poco alla volta per facilitare l’assorbimento e, per ultimo, il sale. Fai una palla e poni a lievitare in un contenitore chiuso fino al raddoppio, indicativamente per 6 ore. Riprendi l’impasto, sgonfialo e dividilo a metà. Forma una palla con ciascuna metà. Imburra con la margarina due stampi a ciambella (diametro 16 altezza 9), pratica con l’indice un foro al centro di ogni impasto, allarga e posa la pasta sul fondo, riempirà lo stampo per poco più di un terzo. Copri con pellicola, metti al caldo. Puoi riporre in forno insieme ad un pentolino con acqua bollente che scalderai ogni due ore. Dopo altre cinque /sei ore sarà arrivato al bordo. Togli dal forno e scopri. Imposta la temperatura a 200°. Inforna da forno freddo, sul ripiano più basso. Dopo 15 minuti, se la superficie del dolce è già scura, abbassa a 180° e copri con carta forno. Dovrebbero essere sufficienti altri 10 minuti di cottura, fai una prova inserendo uno stecchino, se esce asciutto, sforna. Togli il prima possibile dallo stampo per permettere al dolce di asciugare. Si conserva morbido per poco tempo, ma ritrova la sofficità se brevemente riscaldato.

































Porto questo dolce da Sandra che ospita, per il mese di Novembre, la raccolta Panissimo #23, felice  idea di Sandra e  Barbara.





























Le foto sono di Valentina